La cultura dei siti industriali che Fausto Lubelli analizza, con la varietà degli approcci che consegue ala diversità dei luoghi e delle relative gestualità, fa già parte del bagaglio storico allo stesso modo di un romanzo popolare, allegoria minore di un grande disegno di civiltà ormai transitato verso altre forme. (C. Caserta)

L’Archeologia Industriale è un topos della cultura dell’analisi, studia, cataloga, giudica forme e significati. Invece negli occhi, prima che nell’opera di Fausto Lubelli, la sintesi della storia del paesaggio industriale diviene un tema ‘semantico’. I segni, i colori, la luce soprattutto, registrano parallelamente la storia del paesaggio industriale, le tensioni che lo hanno creato, le lacerazioni non solo spaziali che lo hanno prodotto, e parallelamente, con la quiete dell’abbandono, il divenire sintesi di segni, frammenti di poesia, luogo di luce e di forme, pace riconquistata. (R. Martines)

Il realismo oggettuale che egli propone pare il segnale più tangibile di una sempre più urgente necessità dell’estetica contemporanea a coniugarsi con il presente e con il dato più immediato dello stesso, il quotidiano. la sua lettura dello spazio contiene interamente il sentimento del tempo, la corsa, attimo per attimo, intorno ed all’interno delle cose. (P. Restany).

La ricerca artistica di Lubelli diviene l’elemento né meramente narrativo né, tanto meno, retorico, di lettura del rapporto mentale tra l’uomo ed i suo contesto spaziale. Si tratta di una pittura di realtà e verità. (Soprintendente B.A.P.P.S.A.D. del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)

Il processo espositivo di Lubelli è da considerare un po’ come confrontare il serrato paesaggio urbano metropolitano con il declinare di abitazioni ‘fatte a mano’ con sapienza di un tempo meno isterizzato e maggiormente dimensionato sull’orologio interno dell’uomo. (Commissario dell’Ente per il Turismo di Salerno)

Un percorso che l’artista sviluppa attraverso una nuova concezione dello spazio, nel quale la fisicità dei luoghi si trasforma naturalmente in ambiti mentali, allorquando Lubelli agisce sulla rinnovazione del concetto di melencolia e di vanitas. (Docente di Storia dell’Arte Contemporanea, Università di Salerno)

Le architetture di Fausto Lubelli costituiscono l’aperto perimetro in cui, come labirinto di cristallo, l’uomo nasconde se stesso dal nulla oltre la morte sciolta nel presente. Per molti versi, le strutture architettoniche e gli impianti urbanistici dell’artista raccolgono più testimonianze di impatto emozionale di quanta forza evocativa possa far emergere un cronista di guerra. (Direttrice della Certosa di Padula e responsabile della Cappella di Villa Rufolo a Ravello)

Il sito dell'artista Fausto Lubelli